Presentati oggi i dati di un anno di attività della clinica mobile di Medu a Firenze

La maggior parte delle persone visitate è titolare di protezione sussidiaria e dello status di rifugiato. Nonostante la regolarità del soggiorno del 92% dei pazienti di MEDU, solo il 39 % è iscritto al Servizio Sanitario Nazionale e solo il 20% ha la tessera del Servizio Sanitario Regionale.

camper medu Firenze

Il 5 Marzo MEDU ha presentato i dati di un anno di attività socio-sanitaria presso gli insediamenti precari della città metropolitana di Firenze. Il 76% delle persone visitate negli ultimi 12 mesi è titolare di protezione sussidiaria e dello status di rifugiato.
Nel corso di un anno di attività, da gennaio 2017 a dicembre 2017, i medici e gli operatori socio-sanitari della clinica mobile di MEDU hanno realizzato 409 visite mediche (tra primi e successivi accessi) 181 pazienti nel corso di 51 uscite serali in 6 insediamenti precari e 2 stazioni ferroviarie.
L’anno 2017 è stato caratterizzato da frequenti sgomberi, che in alcuni casi hanno ulteriormente esasperato le condizioni di marginalità e vulnerabilità delle popolazioni interessate. Di conseguenza il team ha raggiunto numerosi insediamenti in rapida successione.

Il 70% circa degli assistiti sono giovani uomini di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Le 40 donne visitate appartengono alla stessa fascia di età. La presenza di uomini è più marcata tra i migranti forzati, mentre le donne incontrate sono prevalentemente cittadine comunitarie. MEDU ha visitato 18 minori con famiglia, principalmente di origine rumena e di età compresa tra i 5 mesi e i 12 anni.
Il dato di accesso alle cure si aggrava se si prendono in considerazione le persone che vivono nel territorio fiorentino da più di 5 anni che rappresentano circa il 40% degli assistiti: il 92% di questi dichiara di non avere la tessera sanitaria, e quindi di non usufruire adeguatamente dei servizi sanitari territoriali, con inevitabili conseguenze in termini di tutela della salute.
L’iscrizione al SSN resta molto critica anche a causa degli ostacoli che le persone senza dimora incontrano nell’ottenere la residenza anagrafica – chiave di accesso ai servizi sociali e sanitari – nonostante il Comune di Firenze abbia recentemente attivato la procedura per il riconoscimento della “residenza fittizia”.
79 persone tra le persone visitate presentano specifiche vulnerabilità: vittime di tortura o trattamenti inumani e degradanti, minori non accompagnati, madri sole con bambini, persone con malattie croniche, persone con gravi vulnerabilità psicologiche. Tuttavia, nonostante le ripetute segnalazioni ai servizi competenti, in molti casi non è stato individuato alcun percorso di accoglienza o di presa in carico socio-sanitaria.

MEDU chiede che vengano garantiti la tutela della salute e l’accesso alle cure a tutte le persone presenti sul territorio della Città Metropolitana di Firenze – anche attraverso il rafforzamento della collaborazione tra il terzo settore e le istituzioni pubbliche – e che le persone più vulnerabili possano trovare delle risposte in termini di salute, accoglienza e supporto sociale in tempi brevi.

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