Voci dal campo – Filippo, neuropsichiatra infantile

“Sono ormai passate due settimane dal mio arrivo in Niger come esperto internazionale di MEDU sulla neuropsichiatria infantile all’interno del progetto di Sviluppo del Programma Nazionale di Salute in Niger, ed il rientro a casa è imminente. La prossima settimana tornerò a svolgere il mio lavoro quotidiano nel servizio sanitario pubblico del territorio di Pisa.

Qui a Niamey posso dire di aver provato gradualmente la sensazione di sentirmi “a casa”, attraverso routine, spazi e luoghi molto differenti da quelli a me familiari, ma soprattutto con l’incontro di nuove persone.

Il Progetto ha previsto nella prima fase la formazione degli Operatori Sanitari locali, per me risultata particolarmente impegnativa in quanto costretto a mettere in discussione il mio “bagaglio” di convinzioni, strumenti e aspettative.

Il mio temporaneo status di “espatriato” in un paese che visito per la prima volta, mi ha fatto inoltre sperimentare, seppur in modo infinitesimale, la condizione di limite, diversità e disagio che vivono quotidianamente i bambini con disabilità di cui mi occupo da anni.

Sono rimasto umanamente e professionalmente colpito dall’esperienza clinica presso il Padiglione “E” di Psichiatria dell’Ospedale Nazionale di Niamey, dove vengono ricoverati indistintamente e spesso in spazi angusti e inadeguati, sia adulti con patologie psichiatriche gravi che bambini e adolescenti.

L’incontro con i piccoli pazienti del Padiglione “E” ha alimentato in me l’entusiasmo di contribuire alla creazione del primo centro di Neuropsichiatria Infantile del Niger, con la visione di favorire le condizioni di una presa in carico integrata del bambino e dell’adolescente con Disabilità e disturbi del Neurosviluppo.

Ma sono soprattutto i gesti, le parole e gli sguardi dei bambini che ti fermano ai semafori o per strada a tutte le ore del giorno, che già da ora mi danno l’energia e la motivazione per affrontare i prossimi 3 anni di progetto.”

Filippo, neuropsichiatra infantile

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Il progetto è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e dai Fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese