U
N SALVAGENTE NON BASTA – IL CROWDFUNDING DI MEDU PER SALVARE VITE UMANE NEL MEDITERRANEO CON RESQ.
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Una grave crisi umanitaria che si protrae ormai da anni nel Mediterraneo centrale ha portato alla morte per naufragio decine di migliaia di migranti e rifugiati che cercano di raggiungere l’Italia e l’Europa; oltre 17.000, secondo i dati dell’OIM, negli ultimi sette anni. Oggi nel Mediterraneo continuano a morire gli esseri umani, le leggi e i diritti ed è necessario che l’Italia e l’Unione Europea agiscano per rendere possibile il soccorso in mare ed evitare che uomini, donne e bambini tornino negli stessi luoghi da cui stanno fuggendo.
Per questo tanti cittadini si sono uniti in ResQ, organizzazione della società civile, con l’obiettivo di mettere in mare nel più breve tempo possibile una nuova nave che si aggiunga alla flotta umanitaria, oggi del tutto insufficiente, che svolge attività di salvataggio nel tratto di Mediterraneo che separa le coste africane dall’Italia.
Un salvagente però non basta: è necessario che le operazioni di soccorso prevedano un’assistenza medico-sanitaria completa, che si occupi tanto della salute fisica quanto di quella mentale. Per questo che Medici per i Diritti Umani (MEDU) ha deciso di alzare la mano in supporto di questo progetto i cui obiettivi – salvare, curare e testimoniare contro l’indifferenza – sono da sempre al centro della sua azione.
“Nel corso degli ultimi anni, gli operatori sanitari di MEDU hanno portato assistenza medica e psicologica a migliaia di persone sopravvissute alle rotte migratorie che dall’Africa e dall’Asia portano in Europa. Sono uomini, donne e bambini che hanno visto e vissuto sulla loro pelle “tutti i mali del mondo”. I nostri operatori hanno raccolto le loro storie e condiviso un granello della loro sofferenza” dice Alberto Barbieri, coordinatore generale di MEDU.
La nave di ResQ, la ResQ People, è stata inaugurata lo scorso sabato 31 luglio e quello stesso giorno c’è stato anche il primo training dei nostri operatori per i suoi volontari. E’ per noi una grande emozione arrivare ad essere presenti anche nel Mediterraneo, andando così a coprire anche quel pezzettino mancante di rotta dei migranti fra il Niger e la Sicilia dove ancora non eravamo arrivati.
Il nostro compito in questo progetto è fornire un supporto medico-psicologico alle persone soccorse e il training pre-partenza agli operatori di ResQ, E’ fondamentale infatti che l’equipaggio della nave sia in grado di prestare un primo soccorso psicologico a chi potrebbe averne bisogno, dato che il forte stress emotivo che si verifica durante una situazione di pericolo in mare e l’incertezza conseguente dello sbarco in un porto sicuro potrebbero far riemergere le molteplici esperienze traumatiche che molti migranti hanno dovuto affrontare nel loro paese di origine e lungo le rotte migratorie, in particolare in Libia. Ugualmente, è importante che anche l’equipaggio, costituito da volontari e da professionisti socio-sanitari, sappia affrontare le complesse emozioni che una situazione di tale stress può far emergere.
Il team di MEDU è orgoglioso di essere a fianco di ResQ in questa importante missione umanitaria, e sarà a disposizione h24 per fornire assistenza a distanza per tutto il tempo delle operazioni in mare della ResQ People in coordinamento con l’equipe sanitaria a bordo.
Il primo viaggio della ResQ People è appena iniziato, e noi speriamo sia solo l’inizio di una grande avventura insieme. Per rendere pienamente operative le attività del nostro team a supporto di ResQ, abbiamo attivato una campagna di crowdfunding dedicato ai salvataggi in mare.
Per sostenere economicamente queste attività di formazione e supporto, Medu ha bisogno di te: dona perché la nostra équipe possa lavorare con ResQ nel salvare vite umane nel Mediterraneo.
Grazie.
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