ISCRIVITI - Ti informeremo sulla nostra azione di cura e testimonianza
Torture subite dagli operatori sanitari in Israele. un nuovo rapporto di PHR-Israel
Medici per i diritti umani si unisce alla denuncia di PHR-Israele e si schiera con tutti coloro che lottano per i diritti e la dignità dei medici e degli operatori sanitari detenuti, chiedendo la loro immediata liberazione e il rispetto dei diritti umani fondamentali. Il nuovo rapporto di PHR- Israele e le testimonianze forniscono prove documentate delle violenze e degli abusi subiti dagli operatori sanitari: colleghi rapiti dai loro luoghi di lavoro, detenuti per mesi senza accuse in condizioni disumane, torturati, abusati sessualmente e a cui è stato negato il trattamento medico.
Tra tutti gli innumerevoli orrori che si sono verificati sin dall’inizio della guerra, questo nuovo rapporto di PHRI e le testimonianze, che forniscono prove documentate da parte di operatori sanitari detenuti, ci hanno sconvolto profondamente. Come medici, vedere i nostri colleghi rapiti dai loro luoghi di lavoro, detenuti per mesi senza accuse, in condizioni disumane, torturati, abusati sessualmente e privati del trattamento medico è qualcosa con cui non possiamo convivere, e nessuno di noi dovrebbe tollerare.
Tre medici e un paramedico sono tra le decine di persone che sono morte in detenzione. La causa esatta della loro morte è sconosciuta, ma possiamo solo immaginare le atrocità che hanno sopportato nei loro ultimi, spaventosi momenti.
Quasi 150 operatori sanitari sono ancora incarcerati in queste condizioni e possono ancora essere salvati se verrà fatta abbastanza pressione sul governo israeliano per liberarli. Sono detenuti per il fatto di essere palestinesi, perché vengono da Gaza, ma anche e soprattutto perché sono operatori sanitari.Il personale medico ha uno status protetto speciale secondo la Convenzione di Ginevra. Perché? E perché crediamo che il caso dei medici e degli operatori sanitari di Gaza sia unico, richiedendo che la nostra professione si unisca in loro difesa? Ecco i motivi:
- Il personale medico è stato colpito/perseguitato proprio per la sua professione: le prove si stanno accumulando e indicano che i lavoratori sanitari sono specificamente cercati dall’esercito con l’intento di raccogliere informazioni.La maggior parte dei medici detenuti non ha ricevuto alcun atto di accusa, e, come riportato nel rapporto PHRI, è stato loro chiaramente comunicato che erano detenuti solo per raccogliere informazioni, senza essere accusati di alcun reato.
- Colpire i medici come arma contro la popolazione: senza il personale medico per curare la popolazione civile, il sistema sanitario di Gaza è quasi cessato di esistere. I bombardamenti e l’invasione militare della maggior parte degli ospedali di Gaza, insieme all’uccisione, al ferimento e alla sparizione forzata del personale medico, hanno conseguenze che vanno ben oltre la loro tragedia personale. Significa la morte eccessiva di centinaia di migliaia di civili innocenti e la distruzione della speranza per la riabilitazione e il recupero di Gaza.
- I medici sono stati presi di mira mentre svolgevano il loro lavoro: a differenza di altri civili che avrebbero almeno potuto cercare di scappare in salvo, i medici di Gaza hanno seguito il codice etico della loro professione. Hanno coraggiosamente fatto ciò che noi, come loro colleghi, possiamo solo sperare di avere il coraggio di fare in un momento tanto drammatico: sono rimasti e hanno curato i loro pazienti. Hanno fatto tutto ciò che era nelle loro possibilità per salvare vite e alleviare il dolore, in condizioni inimmaginabili, rischiando e sacrificando le proprie vite. Così facendo, hanno difeso la sacralità della nostra professione.
Ora è il momento di lottare per loro.
Esortiamo tutti, ma soprattutto i nostri colleghi medici e operatori sanitari, indipendentemente dalla nazionalità, a unirsi nel chiedere il rilascio dei nostri colleghi. Vi invitiamo a sensibilizzare sull’urgente situazione e a partecipare alla campagna mondiale per la loro liberazione.
Full Report | Full Testimonies
Medu – Medici per i diritti umani collabora con PHR – Israele dal 2009 per portare assistenza sanitaria e solidarietà alla popolazione palestinese in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e in Israele e supporta l’azione di informazione e testimonianza rivolta all’opinione pubblica
