
Nuovo naufragio al largo delle coste libiche, il più tragico del 2019: i morti potrebbero essere 150 e 140 le persone soccorse dalla guardia costiera tripolina e riportate nell’inferno della Libia. Ancora una volta queste morti richiamano le gravissime responsabilità dell’Europa e della comunità internazionale e ripongono al centro dell’attenzione la tragedia delle rotte migratorie che dall’Africa subsahariana transitano per la Libia.
Nel 2019 i morti e dispersi nel Mediterraneo centrale sono stati 426 (indice di letalità più alto in assoluto con 13 morti per 100 persone sbarcate in Italia), 1.314 nel 2018 (letalità di 6 su 100), 2.853 nel 2017 (letalità di 2 su 100), 4.581 nel 2016 (letalità di 3 su 100), 3.149 nel 2015 ( letalità di 2 su 100). Qualcosa può essere fatto subito. E’ necessario, come misura immediata, che la comunità internazionale proceda all’evacuazione verso paesi sicuri (in grado di assicurare protezione internazionale) di tutti i 6.000 migranti trattenuti al momento nei centri di detenzione libici controllati dal governo Serraj. E’ necessario intervenire a monte delle traversate in mare. Il costo di vite umane nel Mediterraneo in questi anni è stato sempre e comunque spaventosamente alto.