Spin Time: tutelare la salute delle persone e una comunità di cui Roma deve essere orgogliosa

Da diversi giorni centinaia di persone che abitano a Spin Time sono costrette a vivere e dormire sulla strada e sul marciapiede antistante il palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme, in seguito al sequestro dell’edificio.

Tra loro vi sono oltre cento bambini e bambine, persone anziane, donne in gravidanza, persone con disabilità, malati cronici e pazienti sottoposti a terapie complesse.

Come organizzazione medico-umanitaria, Medici per i Diritti Umani (MEDU) esprime profonda preoccupazione per le conseguenze fisiche e psicologiche di una permanenza prolungata in strada, soprattutto durante giornate caratterizzate da temperature molto elevate.

MEDU opera da anni, attraverso la propria Clinica mobile, nei contesti di maggiore precarietà ed esclusione sociale della città di Roma. Conosciamo quindi direttamente gli effetti che l’assenza di un’abitazione sicura, l’esposizione agli agenti atmosferici e l’interruzione delle reti di assistenza possono produrre sulla salute delle persone.

L’esposizione prolungata alle alte temperature e la permanenza in strada espongono gli abitanti a disidratazione, colpi di calore, infezioni e aggravamento delle patologie croniche. Sebbene siano stati predisposti in emergenza servizi igienici e punti per la distribuzione dell’acqua, tali misure non possono garantire, soprattutto nel tempo, condizioni adeguate di protezione, igiene, riposo e continuità delle cure. I rischi sono particolarmente elevati per bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con malattie cardiovascolari, renali o respiratorie.

Altrettanto rilevanti sono le conseguenze psicologiche: l’allontanamento improvviso dalla propria casa, la perdita di documenti, farmaci ed effetti personali producono paura, disorientamento e un profondo senso di precarietà, con rischio di riacutizzazioni per chi vive già un disagio psichico e un forte impatto destabilizzante sui bambini.

MEDU parla di Spin Time con cognizione di causa, perché intrattiene da anni un rapporto diretto e continuativo con questa realtà.

Durante la pandemia di Covid-19, per circa un anno, i nostri medici, operatori e volontari hanno lavorato costantemente all’interno del palazzo, collaborando con la comunità nelle attività di prevenzione, monitoraggio e assistenza sanitaria. Negli anni successivi, Spin Time ha inoltre ospitato numerose iniziative pubbliche, culturali e associative promosse da MEDU.

Conosciamo dunque non soltanto le fragilità, ma anche la straordinaria capacità organizzativa, solidale e inclusiva di questa comunità.

Spin Time rappresenta una ricchezza per Roma dal punto di vista sociale, culturale e umano. È un’esperienza di convivenza tra oltre quattrocento persone provenienti da Paesi, culture e percorsi differenti; uno spazio capace di offrire abitazione, relazioni, partecipazione e sostegno reciproco; una realtà di cui la città dovrebbe essere orgogliosa.

Fin dalle prime ore dell’emergenza, i medici e i volontari di MEDU si sono attivati a sostegno del presidio sanitario organizzato spontaneamente davanti al palazzo. MEDU è ora presente con la propria Clinica mobile per contribuire all’assistenza delle persone e collaborare con gli operatori sanitari, i volontari e le associazioni impegnati sul posto.

Questa mobilitazione è necessaria, ma non può sostituire una risposta istituzionale adeguata e duratura.

Chiediamo pertanto alle autorità competenti:

  • di garantire immediatamente un’assistenza sanitaria, psicologica e sociale adeguata e continuativa a tutte le persone costrette a vivere all’esterno del palazzo;
  • di assicurare particolare protezione ai bambini, agli anziani, alle donne in gravidanza, alle persone con disabilità, ai pazienti oncologici e alle persone affette da patologie croniche;
  • di garantire la continuità nell’accesso ai farmaci, alle cure, ai servizi igienici, all’acqua e a condizioni di riposo dignitose;
  • di consentire, non appena accertate le necessarie condizioni di sicurezza, il rientro degli abitanti nelle proprie abitazioni;
  • di coinvolgere direttamente la comunità di Spin Time nelle decisioni che riguardano il suo futuro;
  • di profondere ogni sforzo affinché questa esperienza sociale, culturale e abitativa possa continuare a vivere, senza essere dispersa o cancellata.

Le necessarie verifiche giudiziarie e di sicurezza non possono tradursi nell’abbandono di centinaia di persone sulla strada né nella dispersione di una comunità che da oltre dieci anni è una risorsa per Roma. In una situazione come questa, la giustizia non può esaurirsi nel rispetto formale delle procedure: deve misurarsi anche sulle conseguenze prodotte sulla vita, sulla salute e sulla dignità delle persone.

Chiediamo che sia garantita immediatamente la salute degli abitanti e che venga compiuto ogni sforzo affinché Spin Time possa continuare a vivere e a rappresentare un esempio di convivenza, inclusione e cultura nella città di Roma.

Tipo di documento: Comunicati stampa