Salute mentale infantile in Niger: una sfida

Un progetto di salute mentale

Si è appena conclusa una nuova missione a Niamey degli esperti internazionali del progetto “Sviluppo del Programma Nazionale di Salute Mentale in Niger. Medici per i Diritti Umani lavora in partenariato con il Programma Nazionale di Salute Mentale (PNSM) del Ministero della Salute Pubblica del Niger e con l’associazione nigerina Alternative Espaces Citoyens (AEC). Il progetto è co-finanziato dall’ AICS Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e Otto per Mille Valdese

La sfida della neuropsichiatria infantile in Niger

Portare avanti un progetto di salute mentale infantile in un contesto complesso come il Niger è una sfida enorme, ma anche una straordinaria opportunità di cambiamento. Condividiamo la testimonianza di Francesca Badalassi, esperta internazionale del nostro progetto “Sviluppo del Programma Nazionale di Salute Mentale in Niger”, appena rientrata dalla sua missione.

La testimonianza di Francesca Baladassi, esperta in neuropsicomotricità dell’età evolutiva

in Niger

In uno dei paesi più poveri e con il più alto tasso di fertilità al mondo, dove la metà della popolazione ha meno di 15 anni e le risorse statali impiegate in ambito sanitario sono esigue, l’intervento a supporto del diritto alle cure riabilitative in ambito di salute mentale dei bambini e adolescenti è prioritario quanto complesso.

“Arrivati al terzo anno di questo progetto, e alla mia quinta missione nel paese, percepisco l’instabilità di chi non ha esperienza a costruire sulla sabbia. La sabbia rossa e fine del Sahara, in Niger, riempie lo sguardo in ogni scorcio della città.

Nell’ambito del nostro progetto siamo giunti a realizzare il primo reparto di neuropsichiatria infantile del paese, all’interno dell’ospedale nazionale della capitale. La sua piena operatività funzionale è però ancora una sfida.

Il reparto, inaugurato a settembre 2024, ha stanze di degenza, ambulatori specialistici e una sala per la riabilitazione neuropsicomotoria. L’idea che sostiene il progetto è un modello di presa in carico multidisciplinare per bambini e adolescenti, un modello che mette al centro il paziente e i suoi bisogni di cure durante l’infanzia per garantire il supporto necessario al suo sviluppo quanto più possibile armonico.

Mi chiedo se le fondamenta di questo progetto non siano state costruite sulla sabbia quando vedo la difficoltà che il modello della presa in carico multidisciplinare incontra a livello gestionale e organizzativo per essere riconosciuto e reso operativamente funzionante.

Ripensando alle attività di formazione degli operatori sanitari in materia di neuropsichiatria infantile che io e i miei colleghi esperti internazionali, Marco Armando e Filippo Barbieri, abbiamo svolto sul campo in queste settimane, mi rendo conto però che non abbiamo soltanto condiviso le nostre esperienze cliniche, ma abbiamo prima di tutto contribuito a seminare una coscienza sanitaria nuova tra i partecipanti.

Mossi da una nuova consapevolezza sulla necessità di garantire il diritto alle cure dei più piccoli, questi professionisti sanitari sono divenuti parte attiva non solo del progetto ma soprattutto del cambiamento del loro sistema sanitario che, adesso, credono in prima persona necessario. Ecco che, fornendo loro gli strumenti conoscitivi necessari, abbiamo messo questi professionisti, nelle condizioni di poter costruire una loro visione dei progetti di vita da realizzare per i bambini e adolescenti con disabilità.

E allora sì, possiamo dire di star costruendo, insieme ai nostri colleghi nigerini, anche sulla sabbia, un nuovo modello di cura per i più piccoli e vulnerabili”

in Niger