Voci dalla Piana – Diario Terragiusta
La notizia della regolarizzazione in arrivo ha creato tra i lavoratori della Piana un’atmosfera di attesa e speranza. Al permesso di soggiorno è legata la possibilità – certo non la certezza – di un futuro fuori dai ghetti e dallo sfruttamento quotidiano. Avere un lavoro in regola è il requisito richiesto per poter accedere alla regolarizzazione, quindi innanzitutto è necessario che il datore di lavoro sia disponibile ad autodenunciarsi e ad assumere il lavoratore con un regolare contratto. In alternativa, i lavoratori possono chiedere un permesso per attesa occupazione, ma in questo caso i requisiti sono molto stringenti. In tanti si rivolgono al team Medu per chiedere informazioni. Anche chi già si è spostato in Puglia o in Basilicata per la raccolta del pomodoro contatta l’operatrice socio-legale in virtù del rapporto di fiducia esistente.
Mamadou, ad esempio, si rivolge al team di Medu perché vuole capire se può regolarizzare la sua posizione. Mamadou ha un documento di soggiorno valido, ma il suo contratto di lavoro non è in regola. Sebbene lavori sei giorni a settimana, il datore di lavoro ha dichiarato in busta paga solo cinque giornate lavorative in un mese. Gli spieghiamo che non potrà richiedere in autonomia di accedere alla regolarizzazione perché la sua posizione amministrativa è già di fatto regolare. Soltanto il datore di lavoro potrebbe chiedere di sanare la sua posizione, denunciando la situazione di irregolarità salariale e contributiva e pagando 500 euro per la procedura, ma si tratta della stessa persona che da due mesi registra in busta paga soltanto cinque giornate lavorative, nonostante Mamadou lavori 24 giorni al mese. A Mamadou scappa una risata amara, poiché ora è consapevole che a lui la possibilità di un futuro migliore – o semplicemente del riconoscimento dei basilari diritti lavorativi – è ancora preclusa
