Rapporto PERIFERIE

Presentato oggi presso il CSV Lazio sede regionale il

Rapporto su salute e marginalità nei quartieri di Roma: Bastogi e Idroscalo di Ostia

26 marzo 2026, Roma– Nelle periferie urbane di Roma, il diritto alla salute rimane spesso incompiuto. È quanto emerge dal rapporto “PERIFERIE – Salute e marginalità nei quartieri di Roma: Bastogi e Idroscalo di Ostia”, presentato oggi da Medici per i Diritti Umani (MEDU) in collaborazione con la Fondazione Charlemagne, nell’ambito del programma Periferiacapitale.

Il rapporto documenta le condizioni di accesso alla salute nelle periferie romane attraverso l’esperienza sul campo della clinica mobile di MEDU “Un camper per i diritti”, attiva dal 2025 a Bastogi e all’Idroscalo di Ostia. Questi quartieri rappresentano esempi significativi di come marginalità sociale, precarietà abitativa e isolamento possano accentuare criticità già presenti nel sistema sanitario, producendo effetti concreti sulla salute e sul benessere delle persone. Il rapporto offre un’analisi approfondita dall’interno delle problematiche socio-sanitarie di questi due quartieri.

I dati evidenziano un forte divario tra accesso formale e accesso reale alle cure: sebbene circa il 70% delle persone assistite dichiari di avere un medico di base assegnato, solo il 48% riferisce di utilizzarlo regolarmente. Analogamente, a fronte del 77% dell’utenza in possesso di una tessera sanitaria, appena il 17% ne dispone in corso di validità. La mancanza di residenza anagrafica rappresenta uno degli ostacoli principali. Questa fragilità amministrativa, strettamente connessa alla condizione abitativa, produce discontinuità nei percorsi di cura e alimenta insicurezza e sfiducia. Le patologie più frequentemente osservate durante le visite mediche riguardano l’apparato cardiocircolatorio, seguite da disturbi cutanei, respiratori e metabolici. Si tratta prevalentemente di condizioni croniche, spesso già note ai pazienti, ma gestite in modo discontinuo o inadeguato, a conferma delle difficoltà di accesso e continuità delle cure.

Le barriere all’accesso alla salute sono molteplici e interconnesse: difficoltà fisiche e logistiche, ostacoli economici, complessità burocratiche e sfiducia nelle istituzioni. A queste si aggiunge una diffusa carenza di alfabetizzazione sanitaria, che rende difficile orientarsi tra i servizi e accedere in modo appropriato alle cure.

In questi contesti si osserva anche un fenomeno particolarmente critico:una quota significativa della popolazione rinuncia alle cure ancora prima di tentare l’accesso ai servizi, alimentando una forma di esclusione “a monte” che rende il divario sanitario ancora più profondo e invisibile.

Quello che emerge nelle periferie non è un’eccezione, ma un segnale che riguarda il sistema nel suo complesso: le barriere nell’accesso alla salute non sono solo un problema dei quartieri marginali, ma trovano in questi contesti una forma più visibile e acuta, rendendo evidente un più ampio processo di erosione dell’accesso al Servizio Sanitario Nazionale che coinvolge l’insieme dei cittadini. Quando l’accesso alle cure dipende dalle condizioni di vita, il diritto alla salute rischia di perdere la sua universalità.

Il rapporto evidenzia inoltre il ruolo strategico della medicina di prossimità nel ridurre le disuguaglianze e alla luce dei risultati emersi, MEDU rivolge alle istituzioni alcune raccomandazioni: rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, semplificare l’accesso alla residenza e potenziare i servizi territoriali, per colmare il divario tra diritto formale e accesso reale alle cure.

La salute non può dipendere dal quartiere in cui si vive, dalla stabilità abitativa o dalle condizioni economiche. Rendere effettivo il diritto alla cura significa difendere e rafforzare un sistema sanitario capace di raggiungere le persone prima che siano loro a rinunciare alle cure.

Per il Summary clicca qui

Ufficio stampa Medici per i diritti umanicomunicazione@mediciperidirittiumani.org

per organizzare interviste contattare  392.7590173

Nel 2025 — grazie al sostegno della Fondazione Charlemagne, attraverso il programma Periferiacapitale — Medici per i Diritti Umani ha potuto rafforzare ed estendere l’azione della clinica mobile Un camper per i diritti nelle periferie di Roma. L’intervento è sostenuto anche dalla Fondazione Prosolidar e dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese, che contribuiscono allo svolgimento  delle attività della clinica mobile anche  in altri contesti urbani della città.

Tipo di documento: Report,
Progetto: Un camper per i diritti/rm