Quale salute nei centri CAS?

Critiche le tutele sanitarie dei richiedenti asilo accolti nel Centro di accoglienza straordinaria di Montecatini

Montecatini, 8 febbraio – A seguito della segnalazione di alcune associazioni locali e alla diffusione di notizie preoccupanti in merito all’accesso alla salute degli ospiti del CAS allestito all’interno dell’hotel Palladio a Montecatini, gestito dalla Cooperativa Differenze Culturali, la clinica mobile di Medici per i diritti umani (MEDU) – attiva nell’area metropolitana fiorentina da circa venti anni con l’obiettivo di fornire assistenza medica di base e orientamento ai servizi socio-sanitari territoriali alle persone in condizioni di marginalità abitativa e sociale – si è recata in modo indipendente nei pressi della struttura di accoglienza effettuando due uscite tra i mesi di gennaio e febbraio. Nel corso delle uscite sono state effettuate 32 visite a 28 persone, di cui 25 ospiti nelle strutture dell’hotel Palladio. Dalle visite sono state riscontrate condizioni sanitarie precarie, tra cui lesioni da presunta scabbia, in almeno 8 pazienti. Il team di MEDU ha prontamente segnalato tali criticità all’ente Gestore responsabile della struttura, chiedendo un incontro urgente e un’attivazione immediata. Non avendo ricevuto alcuna risposta, è stata avanzata autonoma segnalazione all’Ufficio igiene della ASL competente. Ventuno dei 25 ospiti visitati hanno riferito di non aver mai incontrato un medico da quando sono giunti presso la struttura di accoglienza. La maggior parte, inoltre, non risultava iscritta al Sistema Sanitario Nazionale con relativa assegnazione del medico di famiglia, nonostante esista un obbligo di legge in tal senso. Il personale medico di MEDU ha riscontrato inoltre 2 casi di patologie croniche (diabete e ipertensione), casistiche per la quale risulta fondamentale una tempestiva presa in carico del paziente.  

L’hotel Palladio può considerarsi rappresentativo di un sistema di accoglienza straordinaria (CAS) sempre più orientato verso un approccio emergenziale non in grado di garantire standard adeguati e dignitosi, a partire dall’accesso al diritto alla salute.  Preoccupa inoltre la tutela della salute mentale, rilevante in un contesto in cui un’elevata percentuale di persone ha affrontato traumi migratori e in molti casi è sopravvissuta a torture e trattamenti inumani e degradanti nei Paesi di origine e lungo le rotte migratorie.  

MEDU rinnova la richiesta urgente al Governo di garantire adeguate condizioni di accoglienza ai richiedenti asilo e rifugiati che giungono nel nostro Paese, nel rispetto delle normative nazionali e delle convenzioni internazionali. È innanzitutto imprescindibile garantire la tutela dei diritti umani fondamentali – primo tra tutti il diritto alla salute psico-fisica – delle persone accolte e promuovere l’efficacia dei percorsi di inserimento socio-sanitario, lavorativo e abitativo. In quest’ottica, MEDU chiede con forza il potenziamento e la diffusione del Sistema di accoglienza e Integrazione (SAI), privilegiando l’accoglienza in piccole strutture o appartamenti inseriti nel tessuto sociale, che dispongano di adeguati servizi di orientamento e supporto sociale, sanitario e legale, a vantaggio del benessere individuale e dell’intera collettività