P. 16 anni, Camerun – confine italo-francese

P. viene dal Camerun. Ha 16 anni ed è arrivato da qualche mese in Italia, ha viaggiato con un amico, anche lui minore.

P. è arrivato al rifugio Massi di Oulx dopo essere stato accolto per qualche tempo in un centro d’accoglienza del cento Italia, dove però non era mai stato realmente preso in carico per il suo problema di salute.

P. entra in ambulatorio, si siede e si sfila il guanto che ricopre la mano destra, o meglio dire: ciò che rimane della mano destra. Mancano quattro dita, dall’indice al mignolo, amputate alla base della prima falange. Al loro posto, solo una lunga cicatrice che riveste le nocche.

Racconta che è successo 2 anni fa, quando aveva solo 14 anni. Stava andando a scuola, camminando per le vie della sua città, Kimba. Una città che descrive come grande e bellissima, ma devastata da anni da una guerriglia interna tra etnie e fazioni politiche opposte. Stava camminando quando due guerriglieri in motorino lo hanno afferrato per lo zaino e hanno iniziato a trascinarlo, accelerando. Nel tentativo di salvarsi, P. si è attaccato con la mano al sedile del motorino e in quel momento uno dei due guerriglieri lo ha colpito con il machete, lasciandolo a terra.

Dopo qualche tempo da quell’evento, P. ha deciso di partire, per raggiungere l’Europa, un posto dove, dice, spera di poter trovare l’ospedale giusto per poter curare la sua mano. Durante la visita mostra sul suo telefono le foto e i video della sua famiglia e i video in cui canta, anzi ‘’rappa’’ per l’esattezza.

In poco tempo si diffonde la voce tra i volontari del rifugio e nei giorni successivi lui e il suo amico tengono una piccola esibizione musicale a rifugio. Le canzoni sono nella lingua originale della sua città, ma ce le traduce. Parlano di amicizia, di amore, di famiglia, di cosa vuole dire “casa”, ma parlano soprattutto del viaggio e della speranza. E della necessità di continuare a credere e a sperare, per diventare grandi in un mondo più giusto.

Medu dal 2021 opera presso il rifugio Massi di Oulx in collaborazione con Rainbow4Africa e Nutriaid coordinando un team medico e garantendo visite mediche quotidiane alle persone in transito alla frontiera.