Non basta sopravvivere

Giornata internazionale a sostegno delle persone sopravvissute a tortura del 26 giugno, Medici per i Diritti Umani  lancia una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni dal Basso per sostenere il centro Psyché di Roma, uno dei pochi centri transcultuarli dedicati alla salute mentale delle persone sopravvissute a torture, violenze e trattamenti inumani e degradanti.​

Per molte persone sopravvissute a esperienze così estreme, la fine della violenza non coincide con la fine della sofferenza. Il trauma continua a bloccare la vita, spezza la fiducia, isola, cancella il futuro e impedisce di ricominciare.Per rispondere a questo bisogno di cura, dal 2016 MEDU ha sviluppato il progetto Psyché, un centro di salute mentale transculturale che offre assistenza psicologica, psichiatrica e supporto psico-sociale attraverso un’équipe multidisciplinare composta da professionisti della salute mentale, medici, operatori sociali e mediatori linguistico-culturali.

In dieci anni di attività, il Centro Psyché ha accolto persone provenienti da quattro continenti e da oltre 80 Paesi: dall’Africa subsahariana all’America Latina, dalla Palestina all’Afghanistan, dall’Ucraina all’Italia. Si tratta soprattutto di migranti, richiedenti asilo e rifugiati che oggi vivono nel nostro paese e che portano ancora le conseguenze psicologiche di guerre, persecuzioni, torture, violenze e sfruttamento subiti nei Paesi di origine o durante il viaggio migratorio. Attraverso oltre migliaia di colloqui, attività di gruppo e percorsi di supporto, Psyché ha offerto loro uno spazio di cura, ascolto e ricostruzione. 

Quando sono arrivato in Italia per me l’umanità era morta. La mia vita era un buco nero. All’inizio non mi fidavo dei dottori del centro Psyché, pensavo che anche loro mi avrebbero fatto del male. Ma poco poco ho capito che erano persone amiche. Con loro il terrore, la rabbia e la vergogna sono diventati fiducia, possibilità, futuro. Ora le ferite nel mio cuore non fanno più male come prima; oggi posso di nuovo camminare” Alì, Yemen, sopravvissuto a tortura

Psyché non è solo un centro di cura. Forma operatori e operatrici socio-sanitari, realizza studi e ricerche, diffonde buone pratiche nel campo della salute mentale transculturale e porta avanti un lavoro di testimonianza contro la tortura.

Con questa campagna MEDU vuole rendere possibile ciò che spesso viene negato a chi è sopravvissuto a violenza estrema: l’accesso a cure specialistiche, il tempo necessario per affrontare il trauma e la possibilità di tornare a vivere.​
A sostenere la campagna anche l’artista Laika, che ha scelto di affiancare MEDU donando la sua opera Psyché, realizzata in una tiratura limitata di 50 copie numerate e firmate. Le opere saranno riservate ai donatori che sceglieranno di sostenere la campagna con una donazione a partire da 100 euro.

Al raggiungimento dell’obiettivo della raccolta, Banca Etica contribuirà inoltre con una quota pari al 20% del traguardo finale.

Ogni contributo aiuterà a garantire la continuità di un servizio che ogni giorno accompagna persone sopravvissute a torture e violenze in un percorso di cura e ricostruzione.

PERCHE’ NON BASTA SOPRAVVIVERE OCCORRE TORNARE A VIVERE

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Tipo di documento: Comunicati stampa,
Progetto: Psychè