Insediamento rom di Firenze Castello- Gli sgomberi non sono la soluzione –

Firenze 19 luglio- Dal 2017 la clinica mobile di Medici per i Diritti Umani (MEDU) porta assistenza sanitaria presso l’insediamento Rom di Firenze Castello dove in questi giorni si sono sviluppati due importanti incendi a causa dei cumuli di spazzatura presenti.

Il luogo è abitato da circa trenta persone tra rom di origine rumena e migranti provenienti dall’Africa occidentale. In questi anni si sono  succeduti diversi sgomberi ai quali non hanno fatto seguito piani di integrazione o di supporto sociale di alcun tipo. La conseguenza è stata una crescente marginalizzazione, in luoghi sempre più isolati della citta: un circolo che si ripete da anni, senza alcun beneficio per la popolazione interessata nè per la cittadinanza. 

 MEDU ha raggiunto regolarmente l’insediamento anche durante i mesi del lockdown del 2020 collaborando con i servizi di strada del Comune. Negli anni è stato possibile garantire prima assistenza e orientamento socio-sanitario insieme alla Comunità delle Piagge e alla Casa della Salute di via dell’Osteria per permettere alle persone raggiunte di iscriversi al sistema sanitario territoriale e per accompagnare le persone con problematiche croniche importanti nell’accesso ai servizi territoriali.

Nel corso dell’ultimo mese e mezzo, MEDU ha segnalato ai consiglieri Dimitrij Palagi e Antonella Bundu – particolarmente sensibili ai temi dell’immigrazione e della marginalità sociale – il problema dei rifiuti particolarmente preoccupante sia dal punto di vista igienico-sanitario che per l’inquinamento ambientale che ne deriva.

Torniamo quindi a chiedere con forza che venga eseguita una bonifica del luogo e che vengano installati dei cassonetti in prossimità dello stabile. Ribadiamo che il luogo dove attualmente vive questa popolazione non può considerarsi sicuro né dignitoso, ma al contempo, come la storia di queste persone racconta, siamo certi che lo sgombero senza alternative non possa in alcun modo rappresentare una soluzione efficace.

Durante l ‘intervento dei vigili del fuoco il nostro team medico ha garantito un presidio medico alle persone rimaste in strada, in condizione di estrema precarietà e preoccupate per il loro futuro. Ricordiamo che nel campo vivono anche persone ultrasessantenni con malattie croniche, quali ipertensione, cardiopatie e trombosi.

MEDU chiede di poter incontrare le istituzioni competenti per facilitare l’individuazione di percorsi di inclusione socio-abitativa a medio-lungo termine. Chiede inoltre la convocazione di un tavolo di coordinamento permanente con le associazioni, le quali hanno una conoscenza approfondita dell’insediamento e delle problematiche delle singole persone che lo popolano.

Solo con una pianificazione congiunta di medio-lungo termine è infatti  possibile affrontare in modo serio e lungimirante le problematiche di isolamento e marginalità che riguardano questa comunità e le altre che popolano gli insediamenti precari dell’area metropolitana fiorentina. 

Tipo di documento: Comunicati stampa,
Progetto: Un camper per i diritti/Fi