“Il faut….devi”

W., ci saluta sorridendo, riconosce il gilet bianco MEDU e ci stringe la mano vedendoci arrivare. Scambiamo due chiacchere e la nostra psicoterapeuta, si presenta, si inizia a parlare del più e del meno e altri due ragazzi, suoi amici si fermano con noi. Ci portano delle sedie, segno che hanno voglia di restare.

Purtroppo, il nostro mediatore culturale franco arabo è impegnato con la nostra operatrice socio legale, a spiegare ad un gruppo di ragazzi minori non accompagnati provenienti dalla Siria, appena trasferiti in Hotspot, l’Iter burocratico ed il perché conviene avere un po’ di pazienza e rimanere in Hotspot anzichè fuggire.

Faccio del mio meglio per tradurre dal francese all’Italiano ciò che i ragazzi vogliono comunicarci.

W. è il più loquace del gruppetto, mi colpisce il suo fare positivo, il sorriso e la voglia di vivere gli sprizza dai pori. Tutto il gruppo viene dal Camerun, sono arrivati a Cifali, l’Hotspot per minori che li accoglie, circa 45 giorni fa. Una struttura in cui dovrebbero rimanere per non più di 3 giorni. Ci dicono di essere stanchi e annoiati, le giornate sembrano non passare mai, ma hanno ben capito che devono pazientare, perchè sono tutti minori e in questa struttura sono al sicuro e ricevono assistenza.

Chiediamo loro se si ricordano il giorno in cui sono arrivati, W. ci pensa un attimo e dice: “il 14 settembre, quel giorno non lo dimenticherò mai, è stato il giorno in cui siamo stati salvati in mare, siamo grati all’Italia che ci ha salvati dal mare”. Gli diciamo che sono stati molto coraggiosi e che non è scontato esserlo. Lui risponde in Francese “il faut être courageux” traducendo letteralmente: si deve essere coraggiosi rimarcando l’imperativo come a convincere sè stesso e gli altri.

Continua con una leggerezza che non ha eguali: “quando lasci la tua famiglia, attraversi il deserto, vedi tuoi amici non farcela, soffri la fame, la sete, attraversi il mare, scappi alla morte…non puoi che essere coraggioso”…silenzio, ma ha ancora qualche parola da aggiungere: “ mio padre è venuto a mancare presto, e mia madre a 12 anni mi ha detto che da quel momento sarei stato io l’uomo di casa, colui che doveva proteggere la famiglia. Allora impari ad essere coraggioso, non hai scelta”….i miei occhi si inumidiscono, tremo di fronte alla montagna che ho di fronte, rappresentata da un ragazzo di 16 anni che ha già vissuto 16 vite, ma ha la capacità di vedere il positivo in qualunque situazione. Cerco di non far trasparire quanto mi ha colpito la sua testimonianza e traduco al meglio che posso.

La psicoterapeuta alleggerisce la discussione e concludiamo la nostra sessione con W. ed i suoi amici, li salutiamo dandoci appuntamento a giovedì prossimo, quando il team sarà di nuovo presente al centro.

“ le montagne sono alte e impervie e…Il faut…. essere coraggioso per scalarle, ma una volta in cima…puoi godere di uno splendido panorama fiero del cammino affrontato”

Testimonianza novembre 2023, del coordinatore Armando Bufardeci nell’Hotspot di Cifali

Medici per i Diritti Umani fornisce supporto psicologico e orientamento socio-legale presso gli Hotspots della Sicilia Orientale. L’intervento si svolge nell’ambito del partenariato con UNHCR Italia – Agenzia ONU per i Rifugiati