L’invasione russa in Ucraina ha causato morti, milioni di cittadini in fuga e generato bisogni di salute nella popolazione. Secondo i dati dell’OMS ad un anno di distanza dall’inizio del conflitto sarebbero circa 10 milioni le persone affette da disturbi mentali, di cui circa 4 milioni in condizioni moderate o gravi.
Medici per i diritti umani ha attivato la sua operatività fin dalle prime settimane del conflitto e da settembre 2022 sta intervenendo attraverso un progetto di assistenza medica, supporto psicologico e sostegno psicosociale alle persone sfollate nella regione di Chernivtsi.
La vita delle migliaia di persone sfollate a Chernivtsi è segnata dall’insicurezza e dalla paura della guerra. Le sirene suonano giornalmente, l’elettricità manca per ore ogni giorno, le temperature sono molto basse e le persone sfollate vivono nei centri di accoglienza provvisori.
La salute fisica e mentale di queste persone è appesa a un filo. Da settembre il nostro team ha effettuato 2.973 visite mediche e 846 visite psicologiche e organizzato 65 gruppi di aiuto psicosociale con bambini, donne e anziani.
Nel video attraverso la voce delle operatrici del team di Medu, tra cui Natalia e Tetiana entrambe fuggite da Kiev il 24 febbraio di un anno fa, raccontiamo le condizioni di vita della popolazione ucraina sfollata e i loro bisogni di salute.
Il progetto di MEDU “Assistenza sanitaria e supporto psicosociale in favore della popolazione sfollata in Ucraina / Iniziativa di emergenza a sostegno della popolazione colpita dalla crisi in Ucraina (AID 012600/01/0)” – Codice Progetto UKR/AID012600/13 è finanziato dall’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo).
Video realizzato con il contributo dell’ AICS -Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. I contenuti sono di esclusiva responsabilità di MEDU- Medici per i diritti umani
Video: Daniele Napolitano
