Giornata mondiale del rifugiato

“Vengo dall’Eritrea, ho 17 anni e a soli 13 sono partito da solo dal mio paese. Dopo aver vissuto per 4 anni in un campo profughi in Etiopia, sono ripartito, passando per il Sudan, dove sono stato rapito da un gruppo di trafficanti che mi ha portato in Libia. Sono stato rinchiuso in un centro di detenzione vicino Cufra, al confine tra Sudan e Libia. Per 5 mesi ho subìto violenze e torture, avevamo a disposizione pochissima acqua e cibo durante il giorno, mi picchiavano spesso per estorcermi del denaro. Appena ti portano nel centro di detenzione, i trafficanti ti dicono che hai 15 giorni di tempo per pagare, dopodiché iniziano a torturarti. Mi picchiavano con un bastone anche mentre ero al telefono con la mia famiglia per chiedere che mi mandassero i soldi. Dopo aver pagato mi hanno trasferito in un altro centro a Zawiya, vicino Tripoli, dove sono rimasto un altro mese, poi ci hanno fatto imbarcare e mi sono salvato arrivando in Italia. Il mio viaggio non è ancora finito, perché non voglio rimanere in Italia, mi dicono che è difficile trovare una casa e un lavoro. Voglio arrivare in Inghilterra, dove vive mio zio.”Oggi per la Giornata Mondiale del Rifugiato abbiamo scelto la voce M. la sua è una delle milioni di voci di rifugiati del nostro tempo.

La testimonianza è stata raccolta a Roma dagli operatori della clinica mobile di Medu “Un camper per i diritti “ e pubblicata anche nel rapporto realizzato da Medici per i Diritti Umani (MEDU) in collaborazione con l’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) “Margini. Rapporto sulle condizioni socio-sanitarie di migranti e rifugiati negli insediamenti informali della città di Roma“ .Dal 2017 il partenariato tra MEDU e UNHCR ha permesso di fornire assistenza medica e orientamento socio-sanitario a persone migranti, richiedenti asilo, rifugiate e titolari di protezione internazionale che vivono negli insediamenti informali della città di Roma in condizioni di emarginazione e disagio abitativo, tramite l’attività della clinica mobile.#GiornataMondialedelRifugiato#WithRefugeesUNHCR Italia – Agenzia ONU per i Rifugiati

Foto Odino Vignali