Per il centro clinico Psyché “Francesca Uneddu”, curare migranti e rifugiati sopravvissuti a tortura e violenza estrema vuol dire anche impegnarsi a fornire un’adeguata preparazione sul tema del trauma a tutte quelle figure che interagiscono con loro, in particolare all’interno dei servizi pubblici e privati del territorio.A questo scopo, il centro Psyché organizza annualmente una serie di incontri formativi rivolti a operatori sociali, assistenti sociali e psicologi dell’accoglienza CAS e SAI, ovvero al personale coinvolto in uno scambio quotidiano con la persona. Nei singoli incontri viene affrontato il rapporto tra migrazione, trauma e salute mentale e viene dettagliatamente descritto il modello di intervento clinico e psicosociale adottato dal team di Psyché.
In virtù del Protocollo di Intesa stipulato nel 2020 tra MEDU e il Dipartimento delle Politiche Sociali del Comune di Roma, da due anni le nostre formazioni cliniche raggiungono anche operatori e psicologi di molte case-famiglia del circuito madre-bambino di Roma. In questo caso, il focus delle sessioni formative tiene conto della specificità delle pazienti in carico, spesso vittime di violenza di genere in Italia e/o nel loro Paese di origine.
A seguito della sigla di un accordo di collaborazione tra MEDU e il DSM della ASL Roma 1, a partire dal 2021 partecipano alle nostre formazioni anche psicologi psicoterapeuti e psichiatri del servizio pubblico, passo fondamentale per una piena integrazione e messa a sistema del modello di intervento promosso dal centro Psyché.
Nel corso del 2021, più di 100 operatori dell’accoglienza e professionisti della salute mentale hanno preso parte alle nostre formazioni, manifestando grande interesse e volontà di proseguire in questa crescita comune.
