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DIRITTO D’ASILO A OSTACOLI
MEDU monitora la situazione nei pressi della questura di Firenze: stress, tensione, attese di giorni e pernottamenti all’aperto. È questo ciò che attende le persone che si presentano per formalizzare la richiesta di asilo.
Firenze, 30 giugno 2026 – A Firenze continuano le lunghe attese davanti all’Ufficio Immigrazione della Questura per accedere alla procedura di richiesta di protezione internazionale. Il team di MEDU Firenze, attraverso il progetto Un camper per i Diritti, ha raccolto nelle ultime settimane segnalazioni relative all’aumento delle tensioni tra le persone straniere in attesa di presentare domanda di asilo.
Da tempo, infatti, il team di Un camper per i Diritti raccoglie le testimonianze di persone costrette a trascorrere giorni, e talvolta settimane, dormendo davanti alla Questura nella speranza di ottenere un appuntamento per formalizzare la richiesta di protezione internazionale.
Si tratta di persone spesso segnate da gravi vulnerabilità fisiche e psicologiche subite nel Paese di origine o durante il viaggio e che, una volta giunte in Italia, si trovano intrappolate in una condizione di forte incertezza, senza poter accedere in tempi adeguati al diritto di presentare domanda di asilo.
Nel corso delle attività di monitoraggio svolte davanti alla Questura, il team di MEDU, composto da un coordinatore medico, dal coordinatore del progetto e un mediatore culturale ha riscontrato e confermato le persistenti difficoltà di accesso agli appuntamenti per la richiesta di protezione internazionale.
Abbiamo incontrato persone di età diverse, costrette ad accamparsi per giorni davanti agli uffici, vivendo nel costante timore che anche un allontanamento temporaneo potesse comportare la perdita del proprio posto in fila e, di conseguenza, ritardare ulteriormente l’accesso alla procedura.
Lo stress, l’incertezza e le privazioni fisiche creano inevitabilmente le condizioni per il manifestarsi di episodi di tensione tra le persone in attesa.
L’inaccessibilità alla procedura di richiesta di asilo non rappresenta un’anomalia circoscritta a Firenze, ma una prassi diffusa e denunciata in molte altre città italiane. Si tratta di un ostacolo strutturale all’esercizio del diritto di asilo, che colpisce persone già vulnerabili e compromette l’accesso effettivo alla protezione internazionale.
Le ragioni alla base della situazione appaiono evidenti: l’incapacità della Questura di garantire modalità alternative per la richiesta di un appuntamento, come ad esempio una prenotazione online già utilizzata per altri servizi, e il numero molto limitato di persone che ogni giorno riescono ad accedere agli sportelli.
Una situazione che appare il risultato di precise scelte organizzative e che continua ad affrontare la questione migratoria in termini prevalentemente securitari, anziché attraverso un approccio fondato sulla tutela dei diritti.
Questo scenario risulta ancora più allarmante alla luce del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che prevede procedure accelerate per l’esame delle domande di protezione internazionale presentate da persone provenienti dai cosiddetti “Paesi sicuri”.
MEDU denuncia questa persistente limitazione nell’accesso al diritto di asilo e chiede alle autorità competenti di adottare con urgenza modalità organizzative alternative, accessibili e dignitose, che garantiscano il pieno esercizio del diritto alla protezione internazionale e la tutela delle persone più vulnerabili.