“SO CHE ANDRÀ MEGLIO, ORA HO MENO PAURA…” A. 17 anni, Siriano.

“Da piccolo in Siria sono stato sottoposto ad un intervento chirurgico alla testa, di cui conservo le cicatrici alle tempie piuttosto visibili. Da quel momento ho spesso mal di testa e quando c’è affollamento mi confondo e cado a terra, senza che me ne accorgo. Prendo medicine e tranquillanti ogni tanto, ma senza esagerare. Ho provato a raggiungere l’Europa per curarmi meglio e cercare un lavoro. La mia famiglia è povera. Dalla Turchia, ho provato diverse volte a raggiungere la Grecia, attraversando il fiume Evros, ma i soldati greci mi hanno sempre rispedito indietro. I militari greci mi hanno trattato male e picchiato. Ho raggiunto la Libia circa 8 mesi fa, atterrando a Bengasi dopo aver fatto scalo in Egitto. In Libia sono stato rapito per parecchie settimane da trafficanti che volevano dei soldi da me. Eravamo sempre al buio, c’era poca acqua e il cibo non bastava. Si dormiva a terra e i trafficanti per ottenere il riscatto e i soldi ci maltrattavano e ci picchiavano con bastoni e coi fucili. Mi hanno umiliato.Il viaggio in mare assieme ad altre 462 persone è stato molto duro: mancava l’acqua, c’era molto caldo ed eravamo in tanti, troppi su quella barca. Arrivati in Sicilia, a Pozzallo, ci hanno messo un bracciale di plastica con un numero, che somiglia a quello che si mette agli animali nelle orecchie per marcarli. Mi stanno aiutando. So che andrà meglio, ora ho meno paura…”
Il team MEDU ha incontrato A. dopo lo sbarcato avvenuto a Pozzallo da un’imbarcazione con 463 migranti a bordo. Assieme a lui altri 17 minori non accompagnati. Il Viaggio in mare durato 5 giorni, partiti dalla Libia. MEDU in Sicilia continua a garantire assistenza e primo supporto psicologico ai migranti che sbarcano sulle nostre coste e a portare avanti la sua azione di testimonianza.
(Testimonianza raccolta presso l’Hotspot di Pozzallo martedì 24 maggio 2022)