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Cessate il fuoco – Appello delle organizzazioni umanitarie e sanitarie alla comunità internazionale
Mentre assistiamo al dispiegarsi di una crisi umanitaria senza precedenti, le organizzazioni umanitarie e sanitarie tra cui Medici per i Diritti Umani Israele (PHRI) e Medici per i Diritti Umani Italia (MEDU), chiedono un immediato cessate, il fuoco, un accesso degli aiuti nella Striscia di Gaza, dove il sistema sanitario è al collasso, e il rilascio degli ostaggi.
L’attuale attacco israeliano a Gaza ha provocato la morte di oltre 4.000 palestinesi, tra cui oltre 1.000 bambini, fino ad oggi le vittime sono oltre 13.000. (NdR mentre pubblichiamo i morti sono arrivati a quasi 6000 in totale di cui piú di 2000 bambini ).
L’attacco di Hamas del 7 ottobre al sud di Israele ha provocato la morte di oltre 1.300 israeliani, circa 4.000 feriti, oltre 200 ostaggi, e un numero imprecisato di donne è stato violentato e aggredito. Da allora Hamas ha lanciato indiscriminatamente su Israele razzi contro obiettivi civili.
Negli ultimi 11 giorni dal suo attacco aereo su Gaza, Israele ha ucciso e ferito operatori sanitari in servizio, danneggiato 29 strutture sanitarie e richiesto l’evacuazione di pazienti e staff sanitario in 17 ospedali.
Tra i più recenti è stato minacciato da bombardamenti l’ospedale Al Quds, a cui è stato impartito l’ordine di evacuazione. L’ospedale ha 5 sale operatorie, oltre a reparti di cure neonatali e che attualmente accoglie 400 pazienti. L’associazione PHRI ha presentato una petizione legale per prevenire questa violazione del diritto internazionale umanitario cui le autorità israeliane hanno risposto garantendo per il momento la sospensione dell’attacco all’ ospedale Al Quds.
L’assalto ha causato una crisi senza precedenti nel sistema sanitario di Gaza, gli operatori sanitari stanno lavorando in condizioni estreme con accesso limitato alle forniture essenziali di gas e acqua, mettendo a rischio la vita di migliaia di pazienti e feriti.
Secondo l’OCHA si ritiene che gli ospedali di Gaza abbiano finito il carburante per far funzionare i generatori di riserva, il che mette a rischio immediato la vita di migliaia di pazienti. La tragedia umana nell’ospedale al-Ahli di Gaza, sebbene ancora sotto indagine, ha esacerbato la terribile crisi umanitaria poiché altri ospedali di Gaza non sono in grado di assistere i numerosi feriti.
Lo sfollamento forzato di Israele di oltre 1,1 milioni di palestinesi provenienti dal nord di Gaza non faranno altro che aggravare ulteriormente la crisi umanitaria in corso. Inoltre, chiedere a una popolazione civile di trasferirsi senza alcuna protezione, rifornimenti adeguati e garanzie per tornare nelle proprie case costituisce una violazione del diritto umanitario internazionale.
Crediamo che l’attuale crisi umanitaria a Gaza dovrebbe essere considerata nel contesto di un blocco che dura da 16 anni con continue conseguenze dannose per le strutture sanitarie.
A questo punto, l’apertura del valico di Rafah, per quanto critica, avrà un impatto minimo, data la gravità della situazione umanitaria.
In quanto organizzazioni umanitarie e sanitarie che riconoscono in prima persona l’impatto della devastazione, è fondamentale che la comunità internazionale intervenga per garantire la piena protezione della popolazione civile in Israele e a Gaza e per sollecitare un cessate il fuoco immediato. Chiediamo, inoltre, alla comunità internazionale di:
- Garantire il rilascio degli ostaggi israeliani e stranieri detenuti da Hamas.
- Garantire un accesso immediato e rapido a forniture umanitarie essenziali, tra cui elettricità, acqua, carburante e forniture mediche, anche attraverso la creazione di un corridoio umanitario da parte di tutte le parti interessate.
- Chiedere che finché gli ordini di evacuazione non possano essere eseguiti in sicurezza, Israele si astenga dall’emettere ordini di evacuazione agli ospedali.
- Garantire la protezione degli operatori sanitari e delle strutture sanitarie
- Facilitare immediatamente l’evacuazione medica dei feriti e dei pazienti verso l’Egitto, la Cisgiordania o Israele.
- Invitiamo tutte le parti in conflitto a rispettare il diritto umanitario internazionale e i diritti umani.
Le associazioni Firmatarie : Physicians for Human Rights Israel, Medici per i diritti umani (Italia) MEDACT, IFHHRO, Doctors of the World, Harvard Humanitarian Initiative, Maternal and Childhealth Advocacy, International, CIGH, and the International Society of Social Pediatrics and Child Health.