In Italia, tante persone con disagio psichico grave hanno difficoltà di accesso a percorsi terapeutico-riabilitativi completi che non si limitino alle sole terapie con psicofarmaci.
Questo preoccupante gap nel diritto alla salute riguarda in particolare i pazienti socialmente più fragili, siano essi italiani o stranieri. Il progetto di training metacognitivo (MCT) per il trattamento delle psicosi di MEDU nasce proprio con l’obiettivo di contribuire a garantire trattamenti psicosociali evidence-based per le persone più vulnerabili. In virtù dell’accordo stipulato con il Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 1, a febbraio il Centro Psyché “Francesca Uneddu” di MEDU ha dato avvio a un primo gruppo pilota di training metacognitivo. L’intervento ha coinvolto 7 pazienti, italiani e stranieri, in carico presso il DSM che presentavano una sintomatologia psicotica.

Il protocollo MCT consta di 8 moduli nucleari incentrati sui comuni errori cognitivi e sulle tendenze nella risoluzione dei problemi proprie della schizofrenia. Tali errori possono culminare nella costruzione di false credenze fino al punto di diventare deliri. Ogni sessione, tenutasi a cadenza settimanale e condotta da due psicoterapeuti del Centro, si è concentrata su un modulo allo scopo di sensibilizzare il paziente su tali distorsioni, favorendo così un cambiamento nel suo attuale repertorio di risoluzione dei problemi quotidiani con beneficio sulla qualità di vita e sulla sofferenza psichica. Ciascuna sessione prevede l’esecuzione di giochi ed esercizi cognitivi da svolgersi in gruppo che sono stati particolarmente apprezzati dai partecipanti. A partire dalla seconda metà di maggio il Centro Psyché prevede di replicare l’intervento con un gruppo più amplio di pazienti.