
Ogni giovedì, la nostra unità mobile raggiunge le mura del Verano per garantire prima assistenza medica e orientamento ai diritti alle persone in transito.
Nell‘ultima uscita ad attenderci c’erano circa 30 persone, quasi tutte provenienti dall’Eritrea, qualcuno dall’Etiopia e un ragazzo dalla Somalia. Il più piccolo aveva 15 anni e il più grande 27.
” E’ stata una serata intensa, abbiamo lavorato senza sosta per garantire a tutti una visita medica e informazioni sui diritti fondamentali e i possibili rischi del prosieguo del viaggio. Tutto questo è possibile anche grazie al supporto dei mediatori culturali del team, che ci permettono di entrare in relazione con i ragazzi, comprendere i loro bisogni e conoscere le loro storie. Ho incrociato occhi riservati, timidi, provati alla durezza del viaggio, ma ancora vivi di speranza per il futuro” Hanya, operatrice volontaria del camper Medu.
Questi ragazzi sono sopravvissuti alla rotta Sub-sahariana, alla violenza vissuta in Libia e alla traversata del Mar Mediterraneo. Sono arrivati a Roma non per restare, ma per continuare il viaggio verso altri paesi europei. Molti hanno raccontato di avere amici e parenti in Inghilterra, Germania, Francia e Svezia. Terminate le visite si sono diretti in gruppo verso uno stabile occupato dove grazie alla presenza di connazionali potranno trascorrere la notte al coperto.
Noi ci siamo e continueremo ad esserci per portare cure, ascolto e solidarietà alle popolazioni in fuga.
