SUDAN, LIBIA, TUNISIA

SUDAN , LIBIA E TUNISIA. IL RACCONTO DI UN VIAGGIO DURATO QUATTRO

Un camper per i diritti roma

M. è un ragazzo sudanese, Ha lasciato il suo Paese a causa della guerra per dirigersi in Libia e tentare di raggiungere l’Europa via mare. Dopo aver trascorso 4 anni in Libia, M. prova a lasciare il Paese per raggiungere l’Europa, ma per quattro volte le motovedette libiche intercettano le imbarcazioni su cui viaggia e lo riporano in Libia.
Qui, M. racconta di aver vissuto in condizione di detenzione in diversi centri di raccolta (centri non ufficiali, controllati dalle milizie armate) in varie città come Tripoli e Ez Zauia, di cui riferisce i nomi: Abusalim (prima destinato a uomini e ora a donne), Sika, “41” e “55”.
Descrive il centro detentivo “55” come una struttura durissima: “Vi si accedeva dall’alto, le porte erano chiuse e il cibo veniva distribuito mediante corde sempre calate dall’alto. Inoltre, veniva controllato il peso corporeo di ogni persona all’entrata per poi indurre un dimagrimento forzato fino al raggiungimento di un determinato peso. Questo per ridurre le persone allo stremo e privarle di forze.”

Dopo 4 anni di inferno libico riesce a fuggire e a raggiungere la Tunisia dove riesce ad imbarcarsi verso l’Italia. A causa delle condizioni climatiche avverse, la barca si ferma in mezzo al mare, ma viene intercettata e tratta in salvo da una nave italiana.
M. arriva a Lampedusa una settimana prima dell’incontro con il team MEDU al Verano, il suo desiderio ora è raggiungere la Germania, il suo viaggio non conosce ancora fine

Un camper per i diritti roma