Cara di Crotone- Testimonianza di Lorenzo, coordinatore del team Medu in Calabria

“D. è uno dei tanti giovani che si sono ritrovati a Lampedusa lo scorso settembre. Un mese particolarmente “caldo” perché in soli 30 giorni sono sbarcate sull’isola oltre 17000 persone. Ho avuto l’opportunità di incontrarlo il giorno stesso del suo trasferimento al CARA di Crotone. D. ha 29 anni, colpisce per la sua rara gentilezza e pacatezza. Dice di volermi raccontare la sua storia e il giorno successivo, decido di raggiungerlo nel suo container per conoscerlo meglio ed ascoltarlo.

Dopo aver trascorso gli ultimi 4 mesi in Tunisia, dove ha subito violenze da parte della polizia locale e dei civili, D. è finalmente riuscito ad arrivare in Italia e ha estremo bisogno di cure perché
affetto da un grave tumore, come verrà diagnosticato a chiare lettere durante la permanenza nel CARA. Partito da Sfax su un piccolo barchino con altre 50 persone, il motore è andato in avaria dopo poche ore, lasciando tutti alla deriva per ben 6 giorni e 5 notti.

D. ha raccontato di aver visto droni sorvolare la barca già dal secondo giorno di navigazione, ma nessuno sarebbe venuto in loro soccorso. Non tutti ce l’hanno fatta: sette persone che si sono gettate in acqua nel tentativo di cercare aiuto, non sono mai tornate. Gli altri naufraghi, in preda alla disperazione, hanno legato gli abiti vestiti alle ciambelle di salvataggio e si sono gettati in acqua nel tentativo di trainare la barca per ore. Dopo sei giorni di terrore, finalmente, un’unità della Marina Militare italiana li ha portati in salvo a Lampedusa. Sono arrivati esausti, senza cibo per giorni, costretti a bere acqua di mare e ad assistere al gesto estremo dei loro compagni di viaggio.

Necessitano di un posto sicuro e di potersi prendere cura delle ferite nel corpo e nella psiche. Vivere in grandi centri insieme ad altre 900 persone non facilita questo percorso.

Garantire cure adeguate alle persone accolte cosi come l’individuazione e presa in carico tempestiva delle persone vulnerabili risulta complesso quando la capienza massima dei centri non può essere rispettata e il trasferimento in strutture idonee non è possibile.” Testimonianza di Lorenzo, coordinatore del team MEDU in Calabria

Medici per i Diritti Umani , entra  da agosto nel CARA di Crotone, mettendo a disposizione tre mediatori culturali con lo scopo di favorire l’accesso alle cure e ai servizi sanitari territoriali delle persone accolte. L’intervento è sostenuto UNHCR Italia – Agenzia ONU per i Rifugiati

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