LA TESTIMONIANZA DEL TEAM DI MEDU NEL PENITENZIARIO DI RAGUSA DOVE GARANTISCE SUPPORTO MEDICO-PSICOLOGICO AI DETENUTI, PRINCIPALMENTE STRANIERI

Dal 2020 un team di Medici per i Diritti Umani (MEDU) opera presso l’Istituto Penitenziario di Ragusa, con il fine di migliorare le condizioni di salute fisica e mentale e promuovere l’inclusione sociale della popolazione straniera più vulnerabile in stato di detenzione. In stretta sinergia col team multidisciplinare interno del carcere di Ragusa, il team MEDU, formato da un medico psichiatra, una psicoterapeuta e due mediatori culturali, garantisce assistenza medico-psicologica ai detenuti, principalmente stranieri, che necessitano di cure e supporto.
In alcuni casi, le persone che si rivolgono al team sono migranti accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (di cui all’art. 12 del Testo unico Immigrazione), per aver condotto un’imbarcazione diretta in Italia con a bordo dei migranti irregolari, o aver assunto un ruolo nel corso della navigazione.
Anche se negli ultimi anni, il termine “scafista” è entrato nel lessico comune ad indicare una condotta criminale, in realtà, in molti casi i cosiddetti “scafisti” sono migranti costretti per necessità o in seguito a minacce a condurre l’imbarcazione.
Tra le persone assistite in carcere, per lo più di nazionalità tunisina ed egiziana, molte hanno raccontato di essere state costrette a prendere il timone della barca in seguito a violenze e minacce, senza possibilità di opporsi. Una volta sbarcati, sono stati quindi trasferiti dal mare al carcere, spesso senza capirne il motivo. MEDU ha avuto modo di riscontrare la condizione di estrema vulnerabilità di queste persone, che necessitano di un supporto continuativo per gestire ansie e stress generati dall’incertezza e dal procedimento penale che si trovano ad affrontare, con difficoltà di comprensione e di comunicazione e in assenza di reti familiari o amicali.
