Frontiera solidale

Sul confine italo-francese un team di Medu assiste le persone in fuga da guerre e persecuzioni.

Un team composto da un medico, una mediatrice, una coordinatrice, antropologi e volontari, è attivo garantendo cure mediche e assistenza sanitaria attraverso un approccio culturalmente sensibile e attento alle persone più vulnerabili in transito verso la Francia.
Le persone che arrivano a Oulx per attraversare a piedi la montagna, provengono principalmente dalla rotta Balcanica o Mediterranea e sono originarie del Medio Oriente, Asia del Sud, o Africa. Mentre dal 2017 al 2019 il flusso era composto soprattutto da giovani uomini arrivati singolarmente o in gruppi (spesso formatisi lungo il cammino), dal 2020 ha iniziato ad esserci una forte presenza di famiglie, soprattutto afgane, siriane che prima di giungere qui sono rimaste bloccate anche per anni nei campi turchi, greci, serbi, bosniaci.
In inverno, quando le temperature in montagna, sono molto basse, è alto il rischio di patologie da congelamento degli arti inferiori.
Oltre a questo, si riscontrano frequentemente malattie legate alla pelle, problemi ginecologici, dolori legati a traumi fisici pregressi, infezioni e lesioni causate da violenze o percosse subite durante la rotta. Risulta poi particolarmente rilevante la questione delle sofferenze psicologiche, presumibilmente nella maggior parte dei casi di natura post traumatica.
Il team di MEDU sta garantendo supporto medico quattro pomeriggi a settimana all’interno del Rifugio Fraternità Massi, gestito dall’associazione locale Talità Kum e in collaborazione con Rainbow for Africa.