Detenzione e salute mentale: a Ragusa cresce la nostra azione di cura

É incominciato ormai da qualche settimana “LiberaMente – Carcere 2020”, il progetto nato dalla collaborazione tra il Team MEDU e la Casa Circondariale di Ragusa con l’obiettivo di potenziare i servizi di salute mentale già erogati a favore dei detenuti. Grazie alle competenze specifiche che il Team MEDU ha maturato negli ultimi anni attraverso il
lavoro svolto con i migranti sopravvissuti a tortura e trattamenti inumani e degradanti, l’attività di supporto psicologico si propone di migliorare le condizioni di salute e la qualità della vita della popolazione carceraria che presenta disagio psichico, sia straniera che italiana, e di prevenire i casi di emergenza acuta psichiatrica che spesso sfociano in episodi di aggressività auto ed etero diretta.
Il progetto si avvale del prezioso contributo dei mediatori interculturali di MEDU grazie ai quali i detenuti stranieri possono, per la prima volta, svolgere i colloqui nella loro lingua madre. Infatti la condizione di straniero e gli ostacoli linguistici possono generare una sensazione di abbandono e sconforto e ciò è ancor più vero per i cosiddetti “presunti scafisti” che passano direttamente dall’imbarcazione alla cella, a volte senza neanche comprendere a fondo cosa sia accaduto e senza ricevere alcun tipo di supporto all’uscita dal carcere. Nonostante gli incontri con la psicologa e la mediatrice si stiano svolgendo tramite video chiamata, a causa dei limiti imposti dalla normativa vigente per il Covid -19, i primi riscontri dei detenuti assistiti sono molto positivi e fanno ben sperare per il futuro, quando il team e i detenuti potranno incontrarsi di persona.