
Roma. Stazione Tiburtina – Questa mattina a Piazzale Spadolini si è svolta l’ennesima operazione di polizia volta all’identificazione delle persone presenti e allo sgombero del piazzale. Si tratta di circa 60 giovani migranti provenienti soprattutto da paesi dell’Africa Occidentale (Gambia, Mali, Nigeria, Costa D’Avorio), titolari di protezione internazionale, richiedenti asilo, in procedura di ricorso o con i documenti in fase di rinnovo. Dormono ogni sera sul marciapiede della stazione Tiburtina, in attesa di un documento di soggiorno e di una soluzione abitativa minimamente dignitosa, alla quale il loro status giuridico darebbe diritto, nella maggior parte dei casi. Dodici di loro sono stati portati in Questura per le operazioni di identificazione. Tra questi, alcune persone estremamente vulnerabili assistite dai medici e dagli operatori di Medu. E’ il caso ad esempio di A.A. un ragazzo di 34 anni proveniente dalla Nigeria, con un grave disagio psichico, visitato proprio ieri sera dal team Medu, che da mesi sta cercando di assisterlo per i suoi problemi di salute. Segnalato più volte nelle ultime settimane ai servizi sociali del Comune di Roma, per lui non è stato possibile individuare alcuna soluzione di accoglienza, indispensabile per poter avviare un percorso di presa in carico medico-psicologica.
Medu esprime profonda preoccupazione per la situazione di fragilità delle tante persone costrette a dormire sul piazzale della stazione e denuncia l’inutilità delle ripetute e sistematiche operazioni di sgombero che, in assenza di soluzioni alternative per le persone coinvolte, non fanno altro che acutizzare l’insicurezza di persone già estremamente fragili ed esasperare la tensione sociale.
(FOTO DI FLAVIA COCCIOLETTI PER MEDU)
