10 dicembre giornata mondiale dei diritti umani

In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani #giornatamondialedeidiritti, vogliamo condividere con voi la storia di M. La storia di M. non è isolata, purtroppo. Come tante altre persone che incontriamo, racconta di una fuga, di un viaggio al limite della sopravvivenza, segnato da violenze e difficoltà. E anche qui in Italia, le sfide e le violazioni dei suoi diritti non sono finite. Proprio in questa giornata dedicata ai diritti umani, abbiamo scelto di raccontarvela.

“Guardate”, ci dice, “ho un contratto di lavoro! Io ho un contratto di lavoro! Sono tanto felice, tanto tanto tanto felice. Dopo anni di viaggio, un contratto! Che dite? Potrebbe essere un buon contratto? Questa gente è brava gente, io ho conosciuto anche cattiva gente. Loro sparano, ti levano vita. Non ti guardano in faccia che BAM, ti picchiano alle gambe, così forte che non puoi camminare dal dolore. Ti levano i vestiti, i documenti, il cellulare e ti lasciano in mezzo al niente, sulla neve. Pensi di morire da solo.

La mia famiglia ha fatto sacrifici perché io abbia un futuro e invece sarei potuto morire da solo in mezzo alla neve. Chissà che dolore mia madre, non sapere nulla di suo figlio, non avere un corpo su cui piangere. È stato un viaggio lungo anni. Un tratto lo chiamano il “Game”. Sapete perché? Tu vuoi, o hai bisogno, di arrivare in un punto, al di là della montagna, ma poi ti fermano e ti rimandano indietro, e così per tutta la rotta balcanica. Il problema è come ti rimandano indietro. Senza vestiti, senza poter parlare con i tuoi cari, senza soldi, senza documenti, senza dignità, senza speranza.

Ora ho un contratto! Adesso posso mandare aiuti alla mia famiglia. Forse posso avere un letto ogni notte, magari anche pulito. Posso mangiare cibo preparato da me…come mi piacerebbe un po’ di riso, o una zuppa…non la solita scatoletta e il solito pezzo di pane ogni giorno. Forse, così, posso iniziare a vivere e lasciare alle spalle gli orrori che ho visto e vissuto. Non sarà facile, perché certi ricordi non mi lasceranno mai. Inizio da qua, 4 ore di contratto, anche se le ore di lavoro effettivo sono 10, ma intanto qualcuno mi fa un contratto. Questa è la mia nuova partenza…”

La testimonianza di M. è stata raccolta dal nostro team a Firenze. Gli interventi di MEDU a #Roma e #Firenze a fianco delle persone più fragili, tra cui migranti e richiedenti asilo, sono realizzati grazie al supporto di UNHCR Italia – Agenzia ONU per i RifugiatiI Otto per Mille ValdesePubliacqua SpA, LATTER-DAY SAINTS CHURCH.

FOTO di silvia_berlingozzi